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Avvocati del Mandamento di Ottaviano (Na)

(Terzigno - San Giuseppe Ves.no - Ottaviano)

 

Cass. 5997/2014. Autovelox: l'agente accertatore deve indicare se il dispositivo è temporaneo o permanente.

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La "ratio" della preventiva segnalazione univoca ed adeguata della presenza di sistemi elettronici di rilevamento della velocità, che costituisce un obbligo specifico ed inderogabile degli organi di polizia stradale,  è rinvenibile  nell'obbligo di civile trasparenza gravante sulla P.A., il cui potere sanzionatorio, in materia di circolazione stradale, non è tanto ispirato dall'intento della sorpresa ingannevole dell'automobilista indisciplinato, in una logica patrimoniale captatoria, quanto da uno scopo di tutela della sicurezza stradale e di riduzione dei costi economici, sociali ed ambientali derivanti dal traffico veicolare, anche mediante l'utilizzazione delle nuove tecnologie di controllo elettronico. Orbene, alla stregua di tali elementi, gli accertatori devono attestare, nel relativo verbale da redigersi ai sensi dell'art. 200 C.d.S. 1992, anche il carattere temporaneo o permanente della postazione di controllo per il rilevamento elettronico della velocità, proprio al fine di porre l'assunto contravventore nella condizione di poter valutare la legittimità o meno dell'accertamento eseguito in relazione ai prescritti adempimenti normativi e regolamentari (Corte di Cassazione, sez. VI Civile- 2, ordinanza n. 5997 del 14 marzo 2014).

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Cass.3964/2014. Bambina attraversa col rosso: responsabilità anche dei genitori per carenze educative

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Una ragazzina attraversa la strada nonostante il semaforo sia rosso e viene investita da una moto. Con la sentenza in esame la Corte di Cassazione ha ritenuto la responsabilità concorrente del conducente il motociclo e del pedone minore, approfondendo e valutando la responsabilità dei genitori per la inefficace educazione impartita alla figlia. In particolare, ha affermato la Corte "I criteri in base ai quali va imputata ai genitori la responsabilità per gli atti illeciti compiuti dai figli minori consistono  sia nel potere-dovere di esercitare la vigilanza sul comportamento dei figli stessi, in relazione al quale potere-dovere assume rilievo determinante il perdurare della coabitazione; sia anche e soprattutto nell' obbligo di svolgere adeguata attività formativa, impartendo ai figli l'educazione al rispetto delle regole della civile coesistenza, nei rapporti con il prossimo e nello svolgimento delle attività extrafamiliari (Cassazione civile , sez. III sentenza del 19/02/2014 n. 3964).

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Nuovi Parametri Forensi

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Il Decreto Ministeriale n. 55/2014 contenente i nuovi parametri forensi, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 77 del 2 aprile 2014 ed entra in vigore oggi 3 aprile 2014

(Visualizza Tabelle Parametri).

 

Cass. 5242/2014. Ripartizione dell'onere probatorio

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Con la sentenza che segue la Corte di Cassazione ha ribadito che il principio (espresso, tra le altre, da Cass., nn. 2299/2004, 10031/2004, 7074/2006, 5356/2009, 25516/2010, 3727/2012) secondo il quale non v'è bisogno di provare il fatto non contestato e, per converso, che occorre una contestazione da parte del convenuto costituito perchè sorga l'onus probandi del fatto costitutivo in capo all'attore, presuppone che di tutti gli elementi del fatto costitutivo il convenuto abbia piena contezza. Quando, invece, egli addirittura assuma di esserne all'oscuro, l'onere probatorio resta integro in capo all'attore, come nel caso di specie, nel quale la Provincia era stata informata dell'incidente solo con l'atto di citazione, che ne assumeva la responsabilità per omessa manutenzione del margine della strada (Cassazione civile , sez. III, sentenza del 06/03/2014 n. 5242).

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Cass. 5795/14. E' onere del danneggiante provare che il trasportato non indossava la cintura di sicurezza.

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Il conducente del veicolo, in prossimità di una curva, perde il controllo della propria auto la quale, finita fuori dalla sede stradale, si ribalta in una scarpata. A seguito di tale caduta, il trasportato è sbalzato fuori dalla vettura, riportando gravissime lesioni. In ordine al mancato utilizzo delle cinture di sicurezza da parte del danneggiato, con la sentenza che segue, la Corte di Cassazione ha ritenuto che è onere del danneggiante fornire la prova che il trasportato non indossava le cinture di sicurezza nel momento del sinistro. Il ribaltamento della vettura e le numerose fratture riportate dall'infortunato, inoltre, rendevano del tutto ragionevole immaginare che lo stesso poteva essere stato sbalzato fuori dell'abitacolo anche nell'eventualità che indossasse le cinture, "a causa delle fortissime sollecitazioni subite dal veicolo e degli abnormi movimenti impressi ai corpi che vi si trovavano rinchiusi", tali da determinare la rottura o l'allentamento delle cinture medesime (Cassazione civile , sez. III, sentenza del  13/03/2014 n. 5795).

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